La street art diventa arte pubblica

Da qualche anno a Roma si sta diffondendo quel relativamente nuovo tipo di arte conosciuto come   street art, l’arte “di strada”, che si manifesta in luoghi pubblici e prevede l’ utilizzo dei mezzi più disparati: bombolette spray, arte normografica, videomapping,IMG_3297 sculture, adesivi artistici, ecc. Il primo quartiere a veder sorgere opere di questo genere è stato l’Ostiense, luogo che da sempre è stato cuore culturale, artistico e creativo della capitale. In circa 5 anni (tutto ebbe inizio nel 2010) artisti locali, nazionali e internazionali hanno dato vita a circa 30 opere di grandi dimensioni, racchiuse in un quadrante che va dalla Piramide a San Paolo. Un po’ alla volta queste opere son divenute fonte di visite guidate e di turismo: artisti come Blu, Guy Denning, Behr, Roa e tanti altri hanno fatto conoscere in tutto il mondo questo quartiere, ormai noto all’estero come Ostiense District. Da un’idea dell’agenzia pubblicitaria Pescerosso e della galleria d’arte contemporanea 999, l’ Ostiense District è diventato un progetto di valorizzazione e promozione del quartiere come luogo della contemporaneità, soprattutto da un punto di vista artistico e culturale. E’ stata creata addirittura una mappa delle opere artistiche pubbliche create e di quelle di prossima creazione.

E’ con l’Ostiense District che nasce una diramazione della street art: si chiama arte pubblica, e l’opera è il risultato di una collaborazione tra autore, territorio e residenti.

Un bellissimo progetto è stato realizzato (e sta continuando a realizzarsi) nel quartiere periferico di San Basilio. E’ il Progetto SanBa, a cura dall’associazione Walls, in collaborazione con Fondazione Roma Arte e Musei, Zètema Progetto Cultura, Roma Capitale, Ater Roma e Centro Culturale “Aldo Fabrizi”. L’obiettivo è quello di riqualificare l’area urbana grazie alla bellezza e al colore delle opere, meravigliosi esempi di arte pubblica. Infatti, gli artisti Liquen e Agostino Iacurci hanno realizzato due murales, ciascuno su quattro facciate.  Il tutto è stato creato e organizzato in sinergia con gli abitanti del quartiere.Il tema principale è lo stesso per entrambi gli artisti: “Solo con la rinascita della natura ci può essere una rinascita dell’uomo”.

Ma c’è stato dell’altro: si sono tenuti laboratori di “muralismo espanso” alla scuola elementare Gandhi; di tipografia e posteristica alla scuola media Fellini; di design urbano e sceneggiatura per un docu-film al liceo Von Neumann. Il docu-film sul progetto, scritto da tre studenti, verrà realizzato dalla casa di produzione Kinesis. Insomma, da Ostiense a San Basilio, si sta assistendo ad un’evoluzione dell’arte “di strada”, capace di creare turismo, ma anche di tener uniti gli abitanti di un quartiere complicato. Uniti da un valore antico ma dagli influssi benefici e condivisi come quello dell’arte, sia pur nelle sue forme più nuove (oppure, chissà? Forse più antiche). E allora che la bellezza, la vitalità del colore e il potere unificante dell’arte è della creatività continuino il loro “lavoro”, nei quartieri di Roma e, magari, in quelli di un numero sempre maggiore di città italiane.

di Antimo Prencipe

Foto di Dario de Vicariis

                  

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